Lezione agli studenti della FLCC sulla Patristica

Lezione agli studenti della FLCC sulla Patristica

Lezione agli studenti della FLCC sulla Patristica

Gli studenti della FLCC candidati al conseguimento della Licenza, il 27 aprile scorso hanno partecipato alla speciale lezione tenuta da mons. Enrico dal Covolo, già docente e Preside-Decano della FLCC, e oggi Rettore della Pontificia Università Lateranense.

Dopo l’introduzione dell’illustre docente da parte del prof. Spataro in lingua latina, il prof. dal Covolo presenta due libri, offerti in dono agli studenti, di cui egli è stato autore: il primo e l’ultimo della sua vastissima bibliografia. Infatti, questi due libri sono due “specimina”: il primo per la metodologia del lavoro scientifico, il secondo per contenuti e prospettive.

  1. Il primo libro è intitolato “I Severi e il Cristianesimo” e, per quanto arricchito da successive integrazioni, costituisce la tesi per il conseguimento del dottorato presso l’Istituto Augustiniamum. In questo libro sono descritti analiticamente i rapporti tra gli Imperatori della dinastia dei Severi e il Cristianesimo ed è argomentata la seguente tesi: la svolta costantiniana fu anticipata dalla tolleranza dei Severi. Il metodo adoperato consiste nell’ analisi stratigrafica delle fonti, ossia, nell’analizzare le fonti a mano a mano che esse si sviluppano: si parte da quelle contemporanee (nel nostro caso III secolo, pagane e cristiane) fino al VI/VII secolo per cogliere la continuità/discontinuità. Il prof. dal Covolo sottolinea l’importanza della metodologia della ricerca scientifica: occorre conoscerla, rispettarla, adoperarla. Scorrendo l’indice, fa notare che si richiede ordine e simmetria nelle parti. Molto importanza hanno gli indici finali. L’apparato critico va curato con attenzione come pure la bibliografia che va organizzata in modo ragionato.
  2. “Filosofia e teologia del IV secolo” è il titolo dell’altro libro presentato. Questo saggio vuole proporre una visione d’insieme della filosofia e della teologia di quel secolo perché oggi, all’interno della ricerca scientifica, si avverte un problema: si studia il frammento ma si perde l’insieme per interpretarlo. È certo necessario che uno studioso prenda un tema e lo sviluppi, ma senza dimenticare un più vasto quadro di riferimento. Di fronte a giganti quali sono i Padri della Chiesa occorre avere un approccio interdisciplinare: un Padre della Chiesa è un uomo, uno scrittore, un teologo credente, un artista. Per ricostruirne la personalità non è mai sufficiente un approccio unilaterale.

Rispondendo alle domande degli studenti, il prof. dal Covolo ha trattato i seguenti punti.

QUESTIONI DI METODO

  • Siamo in un momento di accelerazione storica potentissima. I docenti attuali sono legati ancora al modello didattico precedente la rivoluzione tecnologica ed informatica che ha modificato i processi di apprendimento. I futuri docenti (attuali studenti) devono perciò essere più sensibili a questa novità tanto rilevante. È una sfida proprio per i petitores ad licentiam e ad doctoratum. Certamente, i Padri della Chiesa, che pure appartenevano ad un mondo così diverso, hanno ancora qualcosa da dirci. A tal proposito, nello studio su di essi, bisogna evitare due rischi: l’ “archeologismo” esagerato, ossia, ripetere ciò che hanno detto senza spirito critico, ritenendolo perennemente valido, con una sorta di mitizzazione dell’antico; il “minimalismo”, secondo cui i Padri non hanno un carisma proprio e un certo “privilegio magisteriale”. Essi invece hanno un ruolo decisivo nello sviluppo della Tradizione, di cui costituiscono il primo segmento che, proprio perché “primo” cronologicamente, lo è anche qualitativamente. Questo apprezzamento, comunque, non dimentica che la coscienza morale e dogmatica della Chiesa ha ricevuto e riceve un approfondimento costante, sotto l’azione del medesimo Spirito Santo che agì nei primi secoli come in quelli successivi, oggi e domani, secondo la promessa di Nostro Signore [questo ultimo pensiero è un’integrazione del prof. Spataro].
  • Il rapporto del Cristianesimo con le istituzioni politiche è paradigmaticamente illustrato nell’operetta Ad Diognetum [ben nota agli studenti della FLCC che ne fanno oggetto di lettura in lingua originale]. Soprattutto il capitolo V e l’inizio del capitolo VI propongono il tema della “doppia cittadinanza”: i Cristiani sono nel mondo senza essere del mondo, abitano sulla terra ma sono destinati al cielo, e, pur obbedendo alle leggi, le relativizzano. La posizione che considerava gnosticamente in modo negativo lo stato e le istituzioni politiche fu propria solo di anche gruppi settari ed eretici. La Chiesa dei Vescovi (si pensi al De civitate Dei di Agostino) non ha mai condiviso quest’ultima posizione.
  • Inoltre, come ricorda il prof. Maritano, i Padri hanno esercitato una funzione critica nei confronti delle istituzioni statali.

PATRISTICA E TEOLOGIA

  • Qual è lo statuto della teologica cattolica? Non è una scienza, come le altre scienze, in quanto non procede iuxta principia propria, che le vengono dalla Rivelazione. La Rivelazione si presenta al credente attraverso la Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Dunque, se si toglie uno di questi fondamenti, la teologia “zoppica”. I Padri si inseriscono proprio all’interno della Tradizione, come detto precedentemente. Per questo motivo, un teologo deve essere anche patrologo (in senso lato), ed il patrologo un teologo.
  • Il rischio, denunciato da uno degli studenti, che la teologia attualmente privilegi un aspetto “sincronico”, un’attenzione quasi esclusiva all’ “oggi della fede”, esponendosi così al rischio della perdita della memoria, è confermato dal prof. dal Covolo. In tal senso, il ciclo di catechesi del Papa Benedetto XVI dedicato ai Padri della Chiesa, ha mostrato l’importanza di questa memoria della fede.
  • La tesi di Bauer è nefasta. Tuttavia, ha un’anima di verità: l’ortodossia si è svilippata sotto la pressione delle eresie. Bauer però ha dimenticato che la Chiesa aveva già i suoi parametri per distinguere l’eterodossia dall’ortodossia, come ricorda il prof. Maritano.
  • La teologia contemporanea è debitrice del rinnovamento degli studi patristici. I due più grandi teologi contemporanei, von Balthasar e Ratzinger, sono essenzialmente due patrologi. Lo stesso rinnovamento teologico promosso dal Concilio Vaticano II è inseparabile dal contributo dei teologi-patrologi esponenti della cosiddetta Nouvelle Théologie. A tal proposito, il prof. dal Covolo suggerisce di leggere l’omelia dell’allora cardinal Ratzinger per le esequie di von Balthasar.

PATRISTICA E STORIA

  • Il Cristianesimo fiorì in un ambiente favorevole e dunque provvidenziale: c’era attesa e speranza di salvezza, coltivate dalle filosofie sapienziali e dalle religioni misteriche che, in definitiva, ponevano la domanda sul senso della vita. Mancava una Rivelazione dall’Alto. Le religioni antiche, politeistiche, erano oramai inattuali ed insignificative. Che cosa distingue il Cristianesimo dalle altre religioni e filosofie sapienziali? L’Incarnazione, ossia la cristologia e l’unicità esclusiva della proposta salvifica cristiana.

L’INSEGNAMENTO DEI PADRI

  • C’è una sinfonia tra Oriente e Occidente. I Padri della Chiesa non sono un blocco uniforme: è scorretto dire: “I Padri della Chiesa affermano”, senza ulteriori distinzioni. Ci sono diverse scuole teologiche, sia in Oriente che in Occidente. Però, al di là delle differenze, c’è un sentire comune su Cristo e la Chiesa. Esempio: “se mi ami, pasci” e non “pasci i miei agnelli”, è la medesima espressione condivisa da Giovanni Crisostomo e Agostino che manifesta una medesima sensibilità. Dove c’è convergenza tra Oriente ed Occidente, la forza dogmatica di questi insegnamenti condivisi è maggiore.
  • Nel volumetto “I Padri e la misericordia” edito dal Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, curato dal prof. dal Covolo, ci sono dei passi antologici molto belli. In particolar modo, un’omelia di Agostino e il testo anonimo sul Sabato Santo.
  • L’esegesi allegorica dei Padri della Chiesa è fondamentale per un’interpretazione adeguata dell’Antico Testamento, esempio per evitare di attribuire atti di violenza a Dio. Anche l’esegesi allegorica ha i suoi limiti. Per esempio, Ambrogio, quando parla di Elia, propone etimologie insostentinibili. Occorre fare sintesi tra il metodo storico-critico e l’afflato spirituale che sgorga dall’allegoria dei Padri. Su questo punto, ci sono documenti significativi della Commissione Teologica internazionale.

GLI STUDI PATRISTICI OGGI

  • In Inspectis dierum (1989) sono elencati i centri di studio a livello scientifico: la FLCC/PIAL, l’Augustinianum, il PIO. Non è facile fare opera di divulgazione dell’insegnamento patristico. Un tentativo eccellente è stato fatto da Papa Benedetto XVI con le sue catechesi del mercoledì. Come aggiunge il prof. Maritano, una lodevole iniziativa, in Italia, per diffondere la conoscenza delle opere patristiche è la collana CTP della casa editrice Città Nuova.
  • I destinatari degli studi patristici sono tutti i credenti. In particolar modo, i predicatori devono ispirarsi al metodo dei Padri e, almeno implicitamente, al contenuto dei loro insegnamento. A tal proposito, è emblematico l’episodio riferito da Paolino, biografo di Ambrogio: un ariano si convertì ascoltando Ambrogio perché al suo fianco vide un angelo parlargli.

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